Articolo a cura del dott. Matteo Albertinelli e del team di TuoPsicologo a Padova e Online.
Se stai leggendo queste righe, probabilmente combatti quotidianamente con una paura irrazionale dello sporco che probabilmente condiziona la tua libertà. In questo articolo esploreremo insieme le situazioni in cui questa preoccupazione diventa un limite invalidante, trasformandosi in un Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC).
Vedremo che le dinamiche che vivi sono una versione particolarmente forte di meccanismi psicologici comuni.
Ciascuno di noi, in certi momenti, mette in atto meccanismi di controllo dei pericolo del mondo intorno a noi, sporco incluso. La differenza sta nell’intensità e nel peso che questi hanno sulla propria vita. È fondamentale comprendere che la tua ansia da contaminazione non nasce da un “errore”, ma da meccanismi psicologici precisi che meritano di essere ascoltati.
Se hai già cercato online termini che riguardano la paura dello sporco e la contaminazione, come “misofobia“, avrai notato che spesso le definizioni sembrano portarti in direzioni diverse. Cerchiamo di fare chiarezza insieme.
Cos’è la misofobia e come si manifesta?
Riconoscere i sintomi della misofobia e della paura dei germi e batteri
La misofobia è paura irrazionale dello sporco e della contaminazione. Spesso, chi soffre di questo disturbo si trova a oscillare tra due polarità:
- Misofobia o Germofobia: la paura dello sporco invisibile. È il caso della maniglia che “sai” essere carica di germi anche se ha un aspetto obbiettivamente pulito.
- Rupofobia: riguarda invece lo sporco visibile, per cui una semplice macchia è capace di scatenare pensieri catastrofici sulla sua origine (“A causare questa macchia sarà sicuramente stato qualcosa di incredibilmente sporco!“).
Queste non vanno intese come categorie rigide. È molto difficile incontrare qualcuno che si possa chiamare “rupofobico puro”, ad esempio. Molto più spesso i pensieri di varia natura sullo sporco si sovrappongono e possono essere etichettati in più modi.
Questa classificazione serve soprattutto a te (e agli psicologi!) per osservare meglio la tua esperienza: qual è lo stimolo che attiva la tua mente in questo momento?
Si tratta veramente di una fobia?
Visto che si parla di “miso-fobia” si può correre il rischio di confondere questa condizione con una cosiddetta “fobia specifica”, come ad esempio la paura di volare. Tuttavia, solitamente i meccanismi che riguardano la paura dello sporco sono di natura differente; sono meccanismo di tipo ossessivo-compulsivo, come dicevamo poco sopra.
Semplificando un po’ il discorso, possiamo dire che un fobico, una volta lontano dallo stimolo, riesce sostanzialmente a dimenticarsene. Se soffri di ossessione per la pulizia, invece, la tua mente tende a girare continuamente attorno al pensiero di come lo sporco ti abbia intaccato e a cosa tu debba fare per liberartene.
Prendiamo l’esempio della maniglia di un bagno pubblico molto frequentato come quello di un Autogrill. Praticamente chiunque prova un certo fastidio al contatto con quella maniglia, che sicuramente non è la cosa più pulita del mondo.
Ma il limite dove sta?
Il punto è che, per chi ha una paura irrazionale dello sporco, maniglia diventa potenzialmente “troppo sporca”: è stata toccata dalle mani di qualcun altro e non c’è modo di sapere quanto fossero pulite quelle mani.
Evitando lo sporco ti stai proteggendo da qualcosa. Nel nostro caso specifico, dalle mani potenzialmente sporche di chi ha già toccato la maniglia e dai rischi che quello sporco comporta.
Un’ultima osservazione: Leon Salzman, psicoanalista esperto di DOC, diceva che DOC e fobia sono simili, da un certo punti di vista. Avere paura di qualcosa rappresenta una perdita di controllo su quella cosa ma, contemporaneamente, un tentativo di soluzione di quella perdita di controllo: “Se semplicemente riuscissi ad evitare quello che mi spaventa, non mi troverei mai a dovermi confrontare con pensieri e sensazioni che mi spaventano“.
Il Disturbo Ossessivo Compulsivo da Contaminazione
Ossessioni: i pensieri intrusivi sullo sporco e la contaminazione
Misofobia e DOC sono realtà strettamente legate. Le preoccupazioni sullo sporco che abbiano descritto sinora si prestano bene ad essere spiegate come pensieri di natura ossessiva: idee persistenti e intrusive che generano ansia e vengono percepite come irrazionali, ma impossibili da scacciare.
Parlare di DOC da contaminazione è utile perché mette a fuoco come lo sporco possa essere il protagonista di diversi tipi di pensieri e paure: sia in termini di uno sporco concreto che in termini di uno sporco simbolico o morale.
Eccone diversi esempi:
Pensieri ossessivi sui germi e malattie (Germofobia)
Il prototipo del pensiero ossessivo è: “Se tocco questo, mi contaminerò e mi ammalerò”. Spesso questa paura si traduce nel rifiuto del contatto fisico per timore di venirne sporcati.
Questi pensieri possono investire le attività più quotidiane. Si può tornare ripetitivamente al dubbio di non essersi lavati le mani dopo aver toccato le uova, contaminando altri cibi. Oppure, davanti all’insalata già condita, si può avere il timore che sia stata troppo vicina al pollo crudo, spingendo a chiedersi ripetitivamente se non sia meglio ri-lavarla con acqua e disinfettante. Si può anche temere che vestiti puliti abbiano subito una contaminazione da parte della vicinanza con vestiti sporchi, quando la cesta dei primi ha sfiorato quella dei secondi.
Rupofobia: lo sporco visibile e i fluidi corporei
In questo caso, è uno spunto visivo ad essere interpretato in modo catastrofico. Una macchia sul pavimento o il bidone dell’immondizia (pulito ma ingiallito dal tempo, ad esempio) diventano fonti di contaminazione che richiedono il lavaggio immediato. Anche una goccia di saliva vista in controluce quando una persona starnutisce o la condensa su una sedia dove è stato seduto qualcun altro possono innescare l’allarme.
Anche qui, insomma, una persona può essere consapevole del fatto che a preoccupazioni realistiche se ne mescolano altre che lo sono molto meno.
Pensieri ossessivi sulla contaminazione mentale (pensieri magici)
Pensiamo all’ultimo esempio: un’altra persona può lasciare traccia di sé in modo visibile, ad esempio con la condensa su una sedia, la saliva di un amico che ha bevuto dalla nostra bottiglietta dell’acqua o l’impronta del sudore di una singola persona su un attrezzo in palestra. Si tratta di tracce che evaporano immediatamente o che non costituiscono un grosso rischio, ad esempio in termini di carica batterica.
Questo lo può sapere, razionalmente, anche chi ha il DOC da contaminazione; eppure il fastidio e l’ansia rimangono.
Questo accade in quanto è l’idea dello sporco, e non lo sporco in sé, il vero problema.
In alcune persone con DOC da contaminazione, questo è particolarmente evidente: il problema è lo sporco simbolico, più che materiale.
Queste persone possono sentirsi contaminate dopo aver visto contenuti emotivamente carichi, ad esempio video pornografici o violenti (violenza anche simulata, come in un film). Si può cioè sentire che quelle immagini hanno il potere di “infettare” la propria integrità morale.
Questo accade perché sesso e aggressività sono emozioni potenti che mettono a disagio anche la più disinibita delle persone, perché nessuno riesce ad identificare con perfetta chiarezza i propri bisogni di natura emotiva.
Attenzione: sto parlando di desideri comunissimi, come quelli di natura sentimentale, sessuale e anche aggressiva, che nei pensieri delle persone possono assumere moltissime forme, a volte poco chiare o anche disturbanti (… proprio perché non si sa cosa vogliano dire!).
[Qualcosa di simile accade anche nel doc religioso.]
[Quando i pensieri aggressivi riguardano principalmente contenuti aggressivi, si parla invece di doc aggressivo]
Quando non sappiamo che significato dare a un’esperienza, tendiamo a reagire con l’ansia, cercando riparo da qualcosa che avvertiamo come “sbagliato”.
Proviamo a controllarlo: le persone con un DOC da contaminazione esercitano questo controllo, scappando dallo sporco o “spazzandolo via”.
Compulsioni: i rituali di pulizia e controllo
Avere un DOC significa rispondere alle ossessioni con compulsioni capaci di eliminare l’ansia. La compulsione è un’azione coatta, un passaggio che senti obbligato per neutralizzare il disagio.
L’esempio più comune è il lavaggio compulsivo delle mani, ma può assumere anche la forma di docce ripetute o rituali specifici di pulizia del proprio corpo e dell’ambiente.
Il punto fondamentale è quello di svolgere un’azione capace di eliminare/annullare lo sporco.
Anche qui, l’idea che una certa azione sia efficace è più importante dell’efficacia obiettiva dell’azione in sé. Si adottano, cioè, dei parametri personali per determinare il livello di efficacia di una certa azione.
Ad esempio, si può sentire che il lavaggio svolge la propria funzione se avviene un numero preciso di volte. Se si perde il conto, bisogna ricominciare.
Questo è uno dei meccanismi di controllo a cui facevo riferimento all’inizio dell’articolo: ciascuno di noi ha bisogno di stabilire quali sono le condizioni che rendono sicura una certa cosa o situazione. È un meccanismo di ricerca del controllo funzionale… quando serve a prevenire eventi dannosi!
Nel caso del DOC da contaminazione, viene messo al servizio della prevenzione dell’ansia. Diventa un meccanismo di controllo sugli eventi percepiti come dannosi.
È per questo che nel DOC si parla di “rituali”: sono azioni ripetitive che hanno la funzione di assicurare l’esito che ci fa passare la preoccupazione.
Si tratta di una cosa che si vede di continuo, ad esempio, nei film horror in cui è coinvolta qualche azione rituale che ha il potere di tenere a bada uno spirito maligno: se si rompe o sbaglia il rito, si perde il controllo sull’entità e si perde la capacità di scongiurare esiti negativi.
Insomma, l’obiettivo finale dei questi rituali di decontaminazione non è tanto di controllare la realtà esterna, ma soprattutto la tua realtà interna.
Come superare il DOC: la terapia della misofobia
Abbiamo visto che il punto non è lo sporco, ma il non voler entrare in contatto con l’idea di esso.
Spesso dietro al dover “essere pulito” vissuto sul piano concreta, c’è un bisogno, molto più forte, di dover “essere puliti” come persone. Sul piano, appunto, simbolico e morale.
Lo sporco ha a che fare con l’idea che si vuole avere di sé.
Il timore dello sporco nasconde l’ambizione di essere puri, perfetti, corretti, giusti e una serie di caratteristiche simili. Si combatte, cioè, per attribuire a se stessi la qualifica di “brava persona”.
Ogni prospettiva di “contaminazione” della propria persona, diventa tabù. Si diventerebbe sporchi moralmente, persone cattive.
Questo porta a enormi sacrifici in termini di libertà personale.
Nel DOC la libertà personale viene limitata perché è come se le caratteristiche personali con cui si è nati (ad esempio una tendenza ad alti livelli di coscienziosità [1] o tendenza all’ordine [2]) e le proprie esperienze di vita hanno mandato un messaggio chiaro: “Non ti puoi permettere di lasciar passare nessuna sbavatura, nessun segnale che faccia pensare che hai sbagliato o che tu sia stato negligente. Devi starci attento e controllare che queste cose non succedano. Se succedono, devi riparare con la massima urgenza“.
Trovare lo specialista DOC adatto a te
Come abbiamo visto e come accade spesso in psicologia, i meccanismi del DOC possono essere descritti secondo prospettive che tendono a sottolineare aspetti diversi di una stessa realtà (es. la categorizzazione dei sintomi e gli aspetti di personalità).
Ti accorgerai che, confrontandoti con le varie descrizioni che puoi trovare del DOC, ti troverai più in sintonia con alcune di esse e meno con altre.
Questo è un aspetto fondamentale: la cura della misofobia / DOC da contaminazione può significare cose diverse per persone diverse.
- Alcuni preferiscono approcci strutturati focalizzati sulla rimozione del sintomo, come accade ad esempio nella terapia cognitivo-comportamentale.
- Altri sentono il bisogno di capire come il DOC faccia parte della loro personalità e come sia un tentativo di soluzione ai problemi della vita. Queste persone possono sentire, ad esempio, di “avere ancora bisogno dei sintomi”, cioè di non essere ancora pronte a farne a meno, oppure che questi sintomi sono parte di loro e non possono essere semplicemente cancellati. Questo tipo di approccio è più vicino alla psicoterapia psicoanalitica, ad esempio.
Io e i colleghi che lavorano con me TuoPsicologo ci occupiamo di psicoterapia psicoanalitica DOC.
Il nostro approccio mira a vedere il sintomo come una risorsa che la mente usa per gestire emozioni intense: il punto fondamentale della psicoterapia psicoanalitica è quello di trovare metodi più efficaci per gestire queste emozioni. L’obiettivo è aiutarti a familiarizzare e riappropriarti di quegli aspetti di te che oggi hanno l’aspetto della paura dello sporco, una cosa che potrebbe sembrare superficialmente non avere a che fare con il resto della tua personalità, ma che in realtà rappresenta una parte di quella personalità che cerca di esprimersi.
Il DOC è un tentativo di trovare una soluzione ai problemi della propria vita emotiva. Nel DOC da contaminazione, questi problemi tendono ad avere a che fare con il tema “cosa fa di me una persona pulita/giusta e come faccio a non essere una persona sporca/sbagliata?“.
Porsi queste domande non ha nulla di patologico. Però, bisogna dire, se si trovano risposte meno faticose di un DOC, è meglio.
[Ho descritto più nel dettaglio i meccanismi del DOC e della cura psicoanalitica del DOC in un articolo sulla cura del disturbo ossessivo compulsivo]
Conclusione: riprendere in mano la propria libertà
Convivere con l’ossessione per la pulizia è faticoso, ma non deve essere una condanna. Comprendere il senso profondo del tuo sintomo può essere la chiave per disinnescarlo, perché è la cosa che gli toglie energia.
“Se trovo altri modi per dire a me stesso che posso essere soddisfatto di me, non ho bisogno di stare sempre attento a tutto quello che potrebbe essere sporco nella mia vita“.
Che tu stia cercando una cura DOC a Padova o che cerchi una psicoterapia online, possiamo esserti d’aiuto nel capire cosa stai vivendo e, di conseguenza, quale tipo specifico di aiuto può esserti più d’aiuto.
Come vedrai anche nella pagina di prenotazione della prima telefonata di contatto, il compito principale è quello di aiutarti a trovare un terapeuta che faccia davvero per te.
Questa scelta è qualcosa che può fare tutta la differenza.