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Conseguenze psicologiche del bullismo negli adolescenti | TuoPsicologo

Conseguenze psicologiche del bullismo negli adolescenti

Contenuti

Articolo a cura del dott. Matteo Albertinelli e del team di TuoPsicologo a Padova e Online.

Il bullismo può influenzare negativamente diversi aspetti della salute dell’adolescente. Il bullismo può portare all’aumento della presenza delle emozioni negative e peggiorare la gestione generale delle emozioni, contribuire ad un’immagine di sé negativa, compromettere il rapporto con la scuola e manifestarsi anche attraverso il corpo, sotto forma di sintomi somatici. Questi effetti non si verificano in tutti gli adolescenti oggetto di bullismo e non si presentano sempre allo stesso modo. La loro comparsa è influenzata da fattori quali la durata e gravità degli atti di bullismo subiti, e anche dal sostegno ricevuto dal ragazzo (vedi Evans et al. 2014).

Le conseguenze più frequenti, area per area

Il bullismo può lasciare tracce negative in diverse aree della vita dell’adolescente.

  • Area emotiva: le conseguenze più documentate sono l’aumento di sintomi ansiosi e depressivi  e, più in generale, dei sintomi “internalizzanti”. I ragazzi vittima di bullismo cioè hanno la tendenza a tentare di risolvere i loro problemi modificando se stessi e i propri comportamenti, assumendosene in un certo senso la responsabilità in modo spesso eccessivo. Tendono ad aumentare anche specifiche emozioni negative, come senso di vergogna, umiliazione, rabbia e irritabilità, paura e senso di colpa (Moore et al. 2017).
  • Area dell’immagine di sé: essere vittime di bullismo tende a peggiorare l’autostima, contribuendo ad una immagine di sé più negativa. La vittima, cioè, tende ad attribuire a se stessa caratteristiche negative che influenzano il suo rapporto con se stessa e con gli altri (Mullan et al. 2023).
  • Area relazionale: le vittime di bullismo possono sviluppare isolamento e ritiro sociale, difficoltà nelle relazioni con i coetanei e, in particolare, paura del giudizio dei coetanei. Si tratta, negli adolescenti, di uno degli effetti tangibili più immediati di una svalutazione generale di sé (Gonzalez-Abaurrea et al. 2026).
  • Area scolastica: gli adolescenti vittima di bullismo possono andare incontro ad un calo del rendimento scolastico, un minor investimento sulla scuola e assenteismo (Laith e e Vaillancourt 2022). I ragazzi possono avere paura di tornare a scuola o temere soprattutto il confronto con i coetanei.
  • Area corporea: sintomi fisici (psicosomatici) e disturbi del sonno sono molto frequenti nei ragazzi vittima di bullismo (Zimmer-Gembeck et al. 2019). I motivi sono molteplici, come stati depressivi, una tendenza alla somatizzazione già presente nella personalità o sollecitato dalla forte natura sensoriale di alcuni episodi di bullismo.

Preadolescenza e adolescenza: cosa cambia

Le difficoltà che abbiamo visto si presentano in modo differente durante lo sviluppo di un ragazzo.
In psicologia si discute da molto tempo compiti evolutivi di ciascuna fascia di età: ogni momento della vita porta con sé degli specifici temi dominanti, che dipendono dallo sviluppo fisiologico e dalle esperienze sociali che si vivono.

Preadolescenza (l’età delle scuole medie circa) e adolescenza sono fasi con differenze importanti: le preoccupazioni prevalenti di preadolescenti e adolescenti sono spesso diverse, come sono spesso diversi i modi di esprimerle.

Nella preadolescenza, ad esempio, è naturale che i ragazzi siano molto concentrati sui cambiamenti del loro corpo. Questa fascia di età è inoltre caratterizzata da una minore capacità di riconoscere, differenziare ed esprimere le emozioni. Si tratta di una caratteristica che, quando è molto pronunciata, si chiama alessitimia e che si ritiene dipendere sia dal neurosviluppo che dallo sviluppo psicologico-sociale. Si può dire che i preadolescenti fanno fatica a mettere in parole il loro malessere psicologico, finendo per esprimerlo attraverso il corpo.
Queste sono condizioni che predispongono i preadolescenti ad esprimere anche le difficoltà psicologiche derivanti dal bullismo attraverso sintomi somatici (mal di testa, mal di pancia, stanchezza e altri dolori riferiti al corpo) (Levantini 2023). Questo tipo di sintomi, oltretutto, sono spesso l’anticamera del rifiuto della scuola (Li et al. 2021), che è un tema particolarmente rilevante alle scuole medie, quando la sofferenza psicologica tende a manifestarsi di frequente sotto forma di difficoltà scolastiche.

Nell’adolescenza vera e propria, invece, le conseguenze del bullismo tendono a manifestarsi in modo differente, in accordo con i differenti compiti evolutivi dell’adolescente. Questa è un’età in cui diventa centrale lo sviluppo di un’identità e un’immagine di sé coerenti, sfaccettate e sufficientemente positive.

Essere vittima di bullismo rischia di costringere l’adolescente a stare dentro ai confini del ruolo di vittima, di persona punita per le sue caratteristiche non desiderabili, come la debolezza. La bassa autostima e i sintomi ansiosi e depressivi che frequentemente si associano al bullismo hanno proprio questo esito qui: nel momento in cui l’adolescente lotta per formare una sua identità, accade qualcosa che lo fa sentire pesantemente sbagliato e indesiderabile (Mullan et al. 2023).

Quell’adolescente rischia di non sentirsi come qualcuno a cui è successo qualcosa di brutto; rischia di pensare “a me succedono cose brutte perché sono intrinsecamente debole e inferiore agli altri”.

Le strategie di gestione di questi sentimenti negativi verso di sé possono prendere varie direzioni. Ad esempio, l’adolescente:

  • Può apparire fortemente depresso, “paralizzato” da una situazione che non sa come gestire.
  • Può tentare di ricostruire un’immagine positiva di sé attraverso comportamenti a rischio (uso di sostanze, bere disregolato, ricerca di numerosi partner senza uso di protezioni, guida pericolosa, ecc.) che hanno la funzione di dargli un’immagine di sé di cui può andare orgoglioso: “Qui le regole le faccio io, adesso!”. Queste acquisizioni si rivelano però fragili e instabili.
  • Può chiudersi in un ritiro sociale che lo mette al riparo da interazioni dolorose con gli altri: gli altri vengono temuti perché rimettono continuamente in discussione la sua immagine di sé.

Va tenuto conto, inoltre, che il contesto sociale può rendere oggi particolarmente complessa proprio la strutturazione di quell’identità solida (e serena) che è a fondamento della buona salute mentale degli adolescenti.

Ad esempio, in TuoPsicologo, come psicologi psicoterapeuti di adolescenti ci capita spesso di confrontarci con ragazzi che parlano di come i social esercitino su di loro una inevitabile pressione: tutti i giorni si devono confrontare con i successi, i fidanzamenti, le feste vissuti dagli altri. Agli occhi dell’adulto possono sembrare cose banali, ma non è così per chi vive da dentro la fatica di sviluppare per la prima volta in modo solido e autonomo, la fiducia nel fatto di essere desiderabile almeno quanto gli altri. Si può immaginare quanto tutto questo si complichi quando si è vittima di bullismo, un evento che rischia di urlare all’adolescente il messaggio: “Tu vali meno! Vergognati! Nasconditi!”.

Un’ultima osservazione: quelle che ho descritto sono le tendenze dominanti per quanto riguarda le conseguenze psicologiche del bullismo in queste due fasce di età. La situazione specifica e le caratteristiche specifiche del singolo ragazzo possono modificare anche molto questi quadri. Queste “deviazioni dalla norma” non sono però casuali e vanno capite e contestualizzate allo scopo di aiutare più efficacemente il ragazzo.

Come può cambiare un ragazzo dopo il bullismo

Le difficoltà psicologiche che interessano adolescenti e preadolescenti vittima di bullismo hanno spesso delle ricadute molto tangibili nella vita quotidiana. Si tratta di qualcosa che va al di là dei sintomi visibili e facilmente identificabili, come ad esempio gli episodi di ansia acuta. Questi ragazzi possono subire delle modificazioni che investono aspetti più sottili della loro personalità e che si osservano con più facilità con il trascorrere del tempo: dopo un po’, ci si rende conto di nuovi modi di fare e nuove abitudini, come se si fosse modificato un equilibrio.

Questi adolescenti possono essere più cauti e diffidenti nei confronti dei coetanei o meno spontanei. È come se avessero imparato a non poter aver fiducia negli altri; in un certo senso, si devono guardare dagli altri perché temono la ricomparsa di un bullo.

Attenzione, però: se ci si confronta razionalmente sull’argomento con loro, di solito lo sanno benissimo che fortunatamente non è probabile che possa ricapitare loro un evento così straordinariamente negativo. Solo che questa rassicurazione ha un beneficio limitato: c’è una parte di loro che continuerà ad essere preoccupata “fino a prova contraria”.

La stessa diffidenza la possono manifestare nei confronti dei loro progetti e più in generale di se stessi. È uno degli effetti dei danni all’autostima del ragazzo bullizzato: “Nonostante razionalmente io possa pensare di essere stato ingiustamente una vittima, può crearsi in me un dubbio insistente sulle mie qualità e sulla mia possibilità di mostrarmi bravo e capace nella vita”.
Tutto questo può essere accompagnato da tratti depressivi, come la mancanza di energie e di piacere nelle attività svolte, oltre all’umore frequentemente basso.

Questi cambiamenti del funzionamento globale spesso dipendono da un intersecarsi complesso di fattori, in cui si mescolano diverse delle componenti che abbiamo già descritto.

Le varie componenti vanno identificate con chiarezza per capire come funziona il ragazzo e come rapportarsi con lui, dove incoraggiarlo e dove limitarsi ad aspettare i suoi tempi.

Attenzione — segnali di rischio Se emergono segnali di autolesionismo o pensieri suicidari, è necessario contattare immediatamente un professionista della salute mentale o un servizio di emergenza, senza aspettare. L’esperto vi aiuterà a valutare la gravità della situazione e a mettere il ragazzo in sicurezza.

Quando le conseguenze diventano un problema clinico

Oltre ai cambiamenti globali e sottili che abbiamo appena descritto, il bullismo può dare origine a manifestazioni francamente psicopatologiche. Anche se la differenza fra le due cose, modificazioni sottili della personalità e disturbo mentale, è arbitraria, è importante porsi il problema di distinguere fra le due cose: “quand’è che è importante dire che un ragazzo sta male e ha bisogno di aiuto?”.
Sostanzialmente, quando ci sono condizioni che persistono nel tempo e interferiscono con aspetti significativi della vita quotidiana. Queste condizioni possono prendere l’aspetto di sintomi evidenti e facili da riconoscere, come l’ansia acuta o l’umore depresso, mentre altre volte sono meno facili da distinguere dalla normalità al primo sguardo. Ad esempio, come abbiamo visto ci sono forme di evitamento delle situazioni sociali che nascondono una visione molto negativa di sé, che può assumere i tratti di una vera e propria condizione depressiva. Quel ragazzo può non mostrarsi depresso, però, ma solo superficialmente disinteressato al rapporto con i coetanei.

Qui la valutazione dello psicologo è importante, non solo per riconoscere i segnali che permettono di individuare condizioni di sofferenza psicologica, ma soprattutto per condividere questo processo con i genitori: se lo psicologo condivide il processo che lo ha portato a fare quelle osservazioni, coinvolgendo i genitori, l’esito sarà quello di renderli più capaci di cogliere i segnali giusti nel figlio, interpretarli correttamente e di aiutare lo psicologo stesso a focalizzare l’attenzione su cose che “fuori casa” sono più difficili da cogliere.

È molto importante che psicologo e famiglia facciano squadra a sostegno del ragazzo, in particolare nel caso del bullismo: le situazioni di aggressività subìta si prestano ad essere vissute come qualcosa di così doloroso che negare la loro stessa esistenza dà un sollievo temporaneo alla vittima. La vittima sente che facendo finta di nulla, ha il potere di far scomparire l’evento doloroso. Purtroppo, non è per nulla così.

Perché le conseguenze non sono uguali per tutti

La forma assunta dalle conseguenze del bullismo, inoltre, dipende da diversi fattori:

  • la frequenza, durata e gravità degli episodi;
  • il sostegno ricevuto dalla famiglia e dalla scuola, che possono aiutare il ragazzo ad affrontare quanto accaduto;
  • le eventuali fragilità preesistenti nel ragazzo, che lo possono ad esempio rendere più suscettibile di sviluppare forme psicopatologiche.

Questi sono fattori che contribuiscono a spiegare come mai alcuni di questi ragazzi possano sviluppare conseguenze più pesanti e/o più durature nel tempo.

Le conseguenze non riguardano solo chi subisce

Il bullismo è un fenomeno così impattante sul piano emotivo che le sue conseguenze non riguardano soltanto chi lo subisce. Il bullo spesso è un ragazzo che ha difficoltà nella gestione delle emozioni e dell’empatia (Zych et al. 2019): se i suoi comportamenti non vengono affrontati e gestiti, c’è il rischio che si consolidi la tendenza ad utilizzare l’aggressività nelle relazioni. Il bullo cioè rischia di interpretare l’assenza di un intervento efficace come un “via libera” nell’esercizio dell’aggressività come strategia di predominio sugli altri e altre condotte problematiche.

Chi assiste agli episodi di bullismo può essere invece oggetto di paura o ansia sociale e trovarsi spinto a normalizzare una posizione di indifferenza, cioè a negare il peso di quello a cui assiste, nonostante sia in grado di riconoscerlo. Si tratta di una cosa che ha effetti psicologici deleteri.

Come aiutare un ragazzo che ne risente

Un ragazzo vittima di bullismo ha bisogno di aiuto da vari fronti: l’ascolto fermo ed empatico dei genitori, il sostegno dell’ambiente scolastico e, quando necessario, anche sul piano legale.  Gli deve arrivare da più fronti il messaggio che è il bullo che attacca, facendo qualcosa che non ha diritto di fare. Per l’adolescente bullizzato questo può essere tutt’altro che chiaro.

È importante, inoltre, valutare con l’aiuto di uno psicologo lo stato psicologico dell’adolescente vittima di bullismo.

Io e i colleghi di TuoPsicologo ci occupiamo di adolescenti e delle loro famiglie a Padova e online. Il nostro lavoro con gli adolescenti vittima di bullismo ha l’obiettivo di osservare quali siano i punti di forza e le fragilità dello specifico ragazzo, aiutando la famiglia a comprenderlo e supportarlo. Quando il bullismo ha intaccato la serenità del suo funzionamento mentale, aiutiamo l’adolescente a stare meglio.

Se hai bisogno di capire quali sono gli effetti che il bullismo ha avuto su tuo figlio o se pensi che abbia bisogno di aiuto, valuta di prenotare una telefonata. Capiremo insieme quali sono i suoi bisogni e come possiamo aiutarti a prendertene cura.

In sintesi

  • Il bullismo può avere conseguenze in diverse aree: emotiva (ansia, umore depresso, vergogna e rabbia), immagine di sé (calo dell’autostima), relazionale (isolamento e paura del giudizio), scolastica (calo del rendimento e assenteismo) e corporea (sintomi fisici e disturbi del sonno).
  • In preadolescenza, il disagio può esprimersi più attraverso il corpo e le difficoltà scolastiche; in adolescenza diventano particolarmente centrali l’identità, l’immagine di sé, l’umore e le relazioni con i coetanei.
  • Il bullismo può lasciare tracce anche nel tempo: il ragazzo può diventare più diffidente, insicuro e meno spontaneo nelle relazioni, oppure isolarsi per proteggersi da nuove esperienze dolorose.
  • Le conseguenze del bullismo non sono inevitabili né uguali per tutti: dipendono anche dalla frequenza, dalla durata e dalla gravità degli episodi, dalle fragilità preesistenti e dal sostegno ricevuto dalla famiglia e dalla scuola.
  • Il bullismo ha conseguenze negative anche in chi agisce: può consolidare modalità aggressive nelle relazioni. In chi assiste, può alimentare ansia e paura.
  • Quando serve una valutazione professionale? Quando il malessere persiste nel tempo o interferisce con la vita quotidiana, le relazioni e la scuola.

Fonti

Evans Caroline B.R., Smokowski Paul R., Cotter Katie L., Cumulative bullying victimization: An investigation of the dose–response relationship between victimization and the associated mental health outcomes, social supports, and school experiences of rural adolescents, Children and Youth Services Review, Volume 44, 2014, Pages 256-264, ISSN 0190-7409, https://doi.org/10.1016/j.childyouth.2014.06.021.

González-Abaurrea, E., González-Cabrera, J., Ortega-Barón, J. et al. Bidirectional Relationships between Peer Victimization, Loneliness and Solitude in Adolescence: A Systematic Review. Adolescent Res Rev 11, 195–247 (2026). https://doi.org/10.1007/s40894-025-00266-2

Laith Refa, Vaillancourt Tracy, The temporal sequence of bullying victimization, academic achievement, and school attendance: A review of the literature, Aggression and Violent Behavior, Volume 64, 2022, 101722, ISSN 1359-1789, https://doi.org/10.1016/j.avb.2022.101722.

Levantini V, Camodeca M, Iannello NM. The Contribution of Bullying Involvement and Alexithymia to Somatic Complaints in Preadolescents. Children (Basel). 2023 May 21;10(5):905. doi: 10.3390/children10050905. PMID: 37238453; PMCID: PMC10216915.

Li A, Guessoum SB, Ibrahim N, Lefèvre H, Moro MR, Benoit L. A Systematic Review of Somatic Symptoms in School Refusal. Psychosom Med. 2021 Sep 1;83(7):715-723. doi: 10.1097/PSY.0000000000000956. PMID: 33951013.

Moore SE, Norman RE, Suetani S, Thomas HJ, Sly PD, Scott JG. Consequences of bullying victimization in childhood and adolescence: A systematic review and meta-analysis. World J Psychiatry. 2017 Mar 22;7 (1):60-76. doi: 10.5498/wjp.v7.i1.60. PMID: 28401049; PMCID: PMC5371173.

Mullan VMR, Golm D, Juhl J, Sajid S, Brandt V. The relationship between peer victimisation, self-esteem, and internalizing symptoms in adolescents: A systematic review and meta-analysis. PLoS One. 2023 Mar 29;18(3):e0282224. doi: 10.1371/journal.pone.0282224. PMID: 36989220; PMCID: PMC10058150.

Zych I, Ttofi MM, Farrington DP. Empathy and Callous-Unemotional Traits in Different Bullying Roles: A Systematic Review and Meta-Analysis. Trauma Violence Abuse. 2019 Jan;20(1):3-21. doi: 10.1177/1524838016683456. Epub 2016 Dec 27. PMID: 30803395.

Zimmer-Gembeck M.J.., Duffy A.M., Stuart J, Let’s get physical: Recent research on relations of adolescent peer victimization with psychosomatic symptoms, sleep, and body weight, Journal of Applied Biobehavioral Research Volume 24, Issue 2, 2019, https://doi.org/10.1111/jabr.12162

Domande frequenti

Il bullismo può aumentare il rischio di sviluppare sintomi depressivi, insieme ad ansia, vergogna e perdita di autostima. Questo non significa che la depressione sia una conseguenza certa: gli effetti variano da ragazzo a ragazzo. Se il disagio persiste o interferisce con la vita quotidiana, è importante rivolgersi a un professionista per una valutazione.

Le conseguenze possono manifestarsi già durante gli episodi di bullismo, ma anche emergere o diventare più evidenti in un secondo momento. Possono riguardare l’autostima, la fiducia negli altri, le relazioni e il benessere emotivo, anche quando il ragazzo non riesce a esprimere subito il proprio disagio.

Sì, anche chi assiste agli episodi di bullismo può provare paura, ansia e preoccupazione di diventare a sua volta una vittima. Inoltre, assistere ripetutamente a queste situazioni può influenzare il modo in cui si vivono le relazioni tra pari e si percepisce ciò che è accettabile nel gruppo.

Conclusioni

Se stai cercando di capire come occuparti di tuo figlio vittima di bullismo, è normale avere molte domande. Cercare da soli le risposte, però, può essere scoraggiante, perché molto spesso non è semplice interpretare con chiarezza i vissuti di un figlio che ha dovuto affrontare una situazione così complessa e dolorosa.

Lavoriamo con dinamiche di questo tipo tutti i giorni, nello studio di Padova od online. Se parlarne con noi ti può essere d’aiuto, prenota un primo contatto telefonico.